Aldo Bianchini
SALERNO – Nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio 2018 tutta la parte orientale della città ha vissuto uno di quegli altri momenti (durato alcune ore) di traffico caotica che ha bloccato tutto; sempre lo stesso problema: il tappo di Via Settimio Mobilio.
E’ vero che pioveva in maniera fastidiosa, ma una città non si può bloccare per un po’ di pioggia.
Intrappolato nel caos generale, dovendo andare in Via Luigi Guercio, ho ben pensato di invertire la rotta, girare nella stradina che costeggia il Grand Hotel, ritornare a Torrione percorrendo un lungomare quasi deserto, per risalire la collina del Masso della Signora e tentare scollinando l’avventura dal lato opposto. Niente da fare, traffico bloccato fin dalla sommità della montagna,
Ritorno sui miei passi, ridiscendo la collina verso Torrione e poco prima dell’altezza dello svincolo della tangenziale tutto bloccato.
Non avendo altre possibilità mi accodo con pazienza; da quel momento ci sono voluti circa 45 minuti per raggiungere la meta posta a metà di Via Luigi Guercio.
Mentre riflettevo sulla assoluta ottusità degli “uomini del capo” e componenti dell’ufficio toponomastica a tutte gli appelli e le richieste di cambiare velocemente qualcosa.
Fortunatamente, domenica 20 maggio 2018, in occasione della giornata ecologica e della manifestazione “pedalando Salerno” avevo scattato un paio di foto proprio in Via Settimio Mobilio nelle quali si vede in lontananza il ponte della ferrovia sotto il quale il traffico era stato interrotto per ragioni di sicurezza per i ciclisti. Insomma un ritorno al passato, al recente passato, quando quel sottopasso era interdetto al traffico e tutti dovevano fare un paio di centinaia di metri in più per deviare sotto i nuovi sottopassi della Lungoirno e sfociare in Via L. Vinciprova per ritornare in Via S. Mobilio e riprendere le varie direzioni, senza più intralci o tappi di qualsiasi genere.
Le foto dimostrano chiaramente come il problema dell’imbuto di Via Mobilio può essere risolto in pochi minuti: basta chiudere al traffico il sottopasso ferroviario. Gli uomini del capo se ne facciano una ragione e, soprattutto, facciano a tutta la città la grazia della risoluzione del grave problema che causa costi e perdite di tempo.
Dovete anche pensare che la domenica ecologica e ciclistica aveva rovesciato gran parte del traffico di entrata e di uscita in città, da e per il Carmine, Fratte e la Valle dell’Irno. Eppure tutto sembrava filare liscio, anzi è filato liscio anche se eravamo intorno alle 11 del mattino e quindi in pieno svolgimento della manifestazione.
Il suggerimento l’ho offerto ed anche gratis, spero ne facciano tesoro.