da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Stizzirsi contro zio Donald e l’amico Jd Vance é inutile perché più li si contesta più la Casa bianca si inasprisce.
Allora consiglierei ai premier eurozona di provvedere invece ad abbassare le accise interne il nostro continente.
Gli italiani in ogni caso hanno sempre dimostrato di saper trovare l’inganno dopo aver fatto le proprie stesse leggi. Una favola mitica del sapersi districare nell’economia complicatasi a fine secolo scorso soprattutto; quindi invece di bisticciarsi con i parenti americani converrebbe approfittare della politica protezionistica cominciata già al primo mandato da zio Donald stesso contra omnes ( idee maldestramente applicate nella brexit) , per importarla in Europa e farne frutto: annullando così le barriere interne, l’economia del vecchio continente circolerebbe ad un ritmo più dinamico anche per venire incontro alle esigenze delle aziende nostrane. in particolar modo della galassia microeconomica italiana e mediterranea che verrebbe facilitata alla diffusione dei propri prodotti in tutti i paesi EU a macchia d’olio. con meno attriti burocratici e fiscali.
Reagire all’ “antipatismo” economico degli americani in tal modo. dimostrerebbe una mossa scacchistica e di consapevolezza, senza genuflettersi ad un imperialismo goffo e anacronistico.
Di sicuro gli zii d’america vanno sempre ringraziati per il tipo di vita moderna che ci hanno regalato dal dopoguerra ad oggi, ma ora sta agli europei farsi valere come attori e produttori della routine economica.
A Bruxelles potrebbero capire ora finalmente come per i tentativi di Scholz che naviga una Germania in acque stagnanti, o meglio ancora quelli di Macron agile coi cinesi, di dovere abbandonare gli astii interni ed offrire ai cittadini la possibilità di allargare gli orizzonti interni l’unione.
L’alleanza tra le nazioni oggi va intesa inter nos e non oltre più l’Atlantico.