Aldo Bianchini
SALERNO – Nel mondo del lavoro, e quindi specificamente della sicurezza e dell’igiene, c’è in atto da diversi anni un “cambio di paradigma” abbastanza subdolo che incide, però, profondamente nell’accezione della definizione delle rispettive competenze tra i vari Organi deputati al controllo ed alla repressione per un corretta applicazione di tutte le norme di sicurezza antinfortunistica vigenti.
A tanto sono chiamati ad operare i numerosi gruppi di “ispettori di vigilanza” (Ufficio Provinciale del Lavoro, INPS, INAIL, ASL, ecc. con specifiche attribuzioni e formazioni (anche diverse tra loro) finalizzate ad un risultato non soltanto di controllo, di prevenzione e di repressione ma anche, se non soprattutto, di diffusione della cosiddetta “cultura della sicurezza”.
In questa elencazione non sono mai entrate a farne parte le Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia e GdF) che in origine avevano il compito di raccogliere referti medici ospedalieri, schedine necroscopiche e quant’altro utile per il magistrato che, comunque, aspettava sempre il rapporto di un ispettore di vigilanza, a tal fine preposto, per emettere il suo giudizio finale. Insomma fino a poco tempo fa le Forze dell’Ordine avevano il mero compito di raccordo (a meno di uno specifico ordine del magistrato) tra gli Istituti preposti d un compito così difficile e molto particolare.
Tanto è vero che fino a qualche tempo fa presso gli ex Ispettorati del Lavoro era di servizio sempre un carabiniere che non aveva assolutamente il compito dell’ispettore ma era quest’ultimo, all’occorrenza, a chiedere il suo supporto per il disbrigo degli atti correnti..
Nelle famose e tanto decantate “ispezioni coordinate” volute negli anni ’80 dal Ministero del Lavoro non era mai un finanziere, un carabiniere o un poliziotto a comandare il gruppo ispettivo ma era, invece e giustamente, l’ispettore del lavoro
Fino a qualche tempo fa, difatti, sulla stampa si leggeva e dai tg si ascoltava, la frase unica e ripetitiva ogni qualvolta accadeva un infortunio sul lavoro: “L’ispettorato del lavoro ha aperto un’inchiesta” che, pur non essendo corretta al 100 x 100, almeno rappresentava al meglio il concetto di chi era chiamato ad indagare.
Oggi invece tutto è cambiato, cioè sembra essere sostanzialmente cambiato il paradigma; dopo ogni infortunio sul lavoro, difatti, i titoli sulla stampa e nei tg dicono: “L’Arma dei Carabinieri ha aperto un’inchiesta”; e tutti felici e contenti come prima.
E la cosa più inquietante è rappresentata dal fatto che numerose stazioni dei Carabinieri del Paese dedicano una gran parte del loro tempo nei controlli a tappeto dei cantieri di lavoro, sottraendo molto tempo al controllo del territorio che è, e rimane, la loro missione principale se non unica.
Non solo, quindi, la nuova passione dei Carabinieri verso la sicurezza sul lavoro non produce gli effetti voluti, ma sicuramente produce una riduzione del controllo del territorio.
E se questo va bene, contenti tutti.