REGIONALI: Cirielli – De Luca e “l’età dell’oro”

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo a mia firma dal titolo “REGIONALI 2025: un sondaggio complica il quadro, tra Cirielli e De Luca … nessuna sfida”; nel contesto dell’articolo nel passaggio conclusivo ho scritto: “Per cui se questa provincia fino ad oggi ha avuto una visibilità centrale nell’azione del governo regionale deluchiano, nella prospettiva la sensazione è che si vada verso un governo regionale Napolicentrista come era negli anni ’80. Insomma la cacciata di De Luca da palazzo Santa Lucia per la nostra provincia sarebbe davvero un disastro; e questo al di là dei meriti o dei demeriti”.

Soprattutto questo passaggio ha indotto diversi politici, sia di destra che di sinistra, a scrivermi in privato le loro riflessioni sul pezzo; riflessioni tutte rispettabili anche se alcune non condivisibili.

Per commentare, però, mi ha scritto un noto politico del Vallo di Diano (il dr. Attilio Romano, sindaco di Casalbuono), dopo aver attentamente letto il mio scritto, per evidenziare giustamente il grave rischio per la nostra provincia di essere emarginati ed esclusi dal futuro regionale e con il pericolo serio di ritornare agli anni del “napolicentrismo”.

L’osservazione del sindaco di Casalbuono dovrebbe essere messa al centro di ogni discussione politica si nel variegato mondo della sinistra che in quello litigioso della destra; perché oggi come oggi non è più in discussione se De Luca è bravo, se De Luca, è trasparente o se De Luca è cattivo e poco chiaro; qui è il ballo il futuro politico-sociale-economico-imprenditoriale di un’intera provincie che, non dimentichiamolo mai, per decenne è stata asservita alle esigenze dell’area metropolitana di Napoli.

Un’area che l’ex ministro Carmelo Conte cercò di combattere ipotizzando, in contrapposizione, la fantomatica “area metropolitana salernitana” con Salerno al centro di un vasto territorio; ma sappiamo tutti che Conte venne brutalizzato dalla magistratura che, invece di pensare alle cose a largo raggio nelle varie azioni politiche, preferì distruggere tutto quello che lo stesso ex ministro aveva costruito o almeno ipotizzato.

C’è riuscito, invece (e da socialista dico “purtroppo”), Vincenzo De Luca che comunque ha avuto il vantaggio e il favore di alcuni magistrati che credevano ciecamente in lui.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti; per Salerno e la sua intera provincia dl 2015 si è aperta la cosiddetta “età dell’oro” con una colata di soldi pubblici che ha di gran lunga superato tutti i precedenti finanziamenti regionali dal 1970 al 2015; e non è poco.

E’ chiaro anche che quando in ogni società c’è l’età dell’oro ci sono anche gli imbrogli, le mazzette, le concussioni e le corruzioni; ma trovatemi un Paese al mondo in cui scorre denaro pubblico senza scandali giudiziari; ovviamente questo aspetto appartiene alle responsabilità personali di ognuno di noi; quando parlo di De Luca o di Conte mi riferisco sempre alle strategie politiche che i due sono riusciti a mettere in campo.

Oggi corriamo, da cittadini della provincia di Salerno, il grosso rischio di rimanere realmente emarginati dl futuro regionale (come giustamente afferma Attilio Romano); in pratica non avremmo più garanzie di equità nella distribuzione dei finanziamenti; a meno che sulla scena non irrompa seriamente il vice ministro on. Edmondo Cirielli che, secondo il suo storico fedelissimo alleato on. Alberico Gambino, se il partito glielo chiederà si candiderà, vincerà e sarà il miglior presidente di Regione mai avuto, e con ovvie ricadute positivo su tutto il territorio salernitano.

Io sinceramente non ci credo che si candidi, e vedo un nero futuro politico per Salerno e provincia.

 

 

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