La redazione
SALERNO – Riceviamo e pubblichiamo con molto interesse il comunicato stampa finale del convegno “Vini dealcolati: le nuove tendenze”, coordinato e diretto dalla giornalista Raffaella D’Andrea, esperta di enogastronomia e titolare del sito “Spadellatavola@gmail.com”.
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Grande successo di presenze e interesse per il convegno organizzato dalla delegazione FiSAR Salerno, dal titolo “Vini dealcolati: le nuove tendenze”.
Un argomento che ha suscitato curiosità e perplessità, ma che, grazie alla competenza dei relatori, ha offerto spunti di riflessione sulle potenzialità e le sfide di questi prodotti, tra innovazione e tradizione.
Il convegno, tenutosi il 30 marzo 2025 al Next ,ex Tabacchificio di Capaccio Paestum, ha visto la partecipazione di esperti e rappresentanti del settore vitivinicolo moderato da Raffaella D’Andrea .
Relatori del Convegno:l’Assessore all’Agricoltura Nicola Caputo, Massimo Setaro, Vincenzo Vitiello, Gaetano Prosperini, Augusto Notaroberto, Michele D’Argenio, Enrica Cotarella, Antonio Napoli (AgroCepi) .
Dopo i saluti iniziali di Augusto Notaroberto delegato FiSAR Salerno e di Angelo Coda organizzatore dell’ evento “ Open Outdoor Experience “ si è passati a parlare delle opportunità e potenzialità del territorio Cilentano ,ricco di storia e tradizioni vitivinicole con il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni e Carmine Farnetano, presidente Gal.
Entrando nel vivo della Tavola Rotonda il dibattito si è focalizzato sulle opportunità e le criticità legate ai vini dealcolati. Da un lato, la crescente richiesta di prodotti a basso contenuto alcolico, dettata da una maggiore attenzione alla salute e alla sicurezza stradale. Dall’altro, la resistenza della tradizione vitivinicola, che considera questi prodotti una deviazione dalla vera essenza del vino.
I relatori hanno analizzato diversi aspetti:
– Tecniche di dealcolazione: metodi come osmosi inversa, distillazione sottovuoto e filtrazione a membrana.
– Qualità organolettica: le difficoltà nel preservare aroma e struttura del vino.
– Normative vigenti: regolamentazioni sulla commercializzazione di vini dealcolati e parzialmente dealcolati.
– Tendenze di mercato: il crescente interesse dei consumatori e le nuove abitudini di consumo.
Durante il dibattito, alcuni produttori hanno evidenziato il potenziale dei vini dealcolati come opportunità di diversificazione, mentre altri hanno espresso dubbi sulla loro autenticità e sulla capacità di rappresentare il territorio di origine. I sommelier hanno discusso le modalità di comunicazione e servizio di questi prodotti, soprattutto negli abbinamenti gastronomici.
L’Assessore all’ agricoltura Nicola Caputo ha sottolineato l’importanza di proteggere e valorizzare il patrimonio vinicolo italiano, evidenziando come la sostenibilità e l’innovazione possano offrire nuove opportunità. “Il cambiamento climatico ci impone di essere lungimiranti e pronti a rispondere alle sfide del mercato”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di proteggere il patrimonio vinicolo italiano, soprattutto in un mercato in continua evoluzione. È necessario distinguere tra vino bianco e vino rosso, ognuno con la sua storia, tradizione e identità. Proteggere il nostro patrimonio vinicolo è essenziale”, ha continuato Caputo. “Il settore vinicolo sta affrontando una trasformazione importante e dobbiamo vederla come un’opportunità, non come una minaccia.” L’assessore ha posto l’attenzione anche sull’importanza della sostenibilità e dell’innovazione nel settore vinicolo, citando l’esempio del settore della birra, che ha saputo innovare introducendo varianti analcoliche.
“Anche nel mondo del vino, l’idea di un prodotto a basso contenuto alcolico potrebbe rappresentare un’opportunità per intercettare nuovi segmenti di mercato”, ha aggiunto Caputo.
Infine, l’assessore ha sottolineato la necessità di valorizzare la qualità dei vini campani, affermando che “la Campania, pur rappresentando solo l’1% della produzione vinicola italiana, vanta eccellenze straordinarie. Il nostro obiettivo deve essere quello di valorizzare questa qualità, rendendo il nostro brand più forte e riconoscibile. Solo lavorando insieme, con una strategia chiara e un approccio innovativo, potremo affrontare con successo le sfide future e garantire un ruolo di primo piano ai nostri vini nel panorama internazionale”
Importanti anche le considerazioni dei viticoltori rappresentati da Massimo Setaro che ha sottolineato l’importanza della qualità dei vini, che rappresenta la principale priorità della sua azienda vitivinicola
“I nostri vini hanno una storia antica che risale all’antica Pompei”, ha affermato Setaro. “Essi raccontano di un territorio unico e di una tradizione vitivinicola che si tramanda da generazioni.”
Vincenzo Vitiello rappresentando il punto di vista dei consumatori,ha sottolineando l’importanza di fornire informazioni accurate e trasparenti sui prodotti alimentari, compresi i vini. “Come associazione di consumatori, il nostro obiettivo è quello di proteggere i diritti dei consumatori e di fornire loro le informazioni necessarie per fare scelte informate”, ha affermato Vitiello. “È fondamentale che i produttori di vino forniscano informazioni chiare e trasparenti sui loro prodotti, in modo che i consumatori possano prendere decisioni consapevoli.”
Il dottor Prosperini, medici e relatore FiSAR, ha anch’ esso sottolineato la complessità e la competitività del mercato globale del vino, evidenziando la necessità di valorizzare al meglio le produzioni italiane. “La concorrenza internazionale impone una riflessione profonda su come valorizzare al meglio le nostre produzioni, rendendole più riconoscibili e distintive”, ha affermato Prosperini che ha anche evidenziato l’importanza della comunicazione e dell’educazione al consumo responsabile, sottolineando che il vino non è solo una bevanda, ma il frutto di secoli di storia e del lavoro di intere famiglie. “Criminalizzare il vino sarebbe un errore; il problema non è il prodotto in sé, ma il suo abuso”, conclude Prosperini.
Enrica Cotarella esperta in comunicazione e marketing per la famiglia Cotarellla, ha concordato sull’importanza della comunicazione e dell’educazione al consumo responsabile, aggiungendo che “è fondamentale accettare le nuove tendenze senza annullare le precedenti, per conquistare anche altri mercati, come quelli arabi e africani.”
Il punto di vista tecnico da parte del settore enologico è stato dato da Michele D’Argenio rappresentante dell’ associazione Assoenologi Campania, che non discorda dai suoi colleghi ,ritenendo che un vino dealcolato non mantiene le stesse proprietà organolettiche ,sapore e colore del tradizionale.
Diverso è stato il parere del dottor Antonio Napoli, direttore delle filiere vitivinicole per il Sindacato Agocepi , che ha posto il focus sull’importanza di investire sui buoni vini dealcolati, che fino ad ora non sono stati sviluppati a sufficienza. “Dobbiamo prendere l’esempio della Germania, che ha saputo sviluppare un mercato dei vini dealcolati di alta qualità”, ha affermato Napoli. “Il mercato lo richiede, e noi dobbiamo essere pronti a rispondere a questa domanda.
Il punto di vista tecnico espresso dal dottor.
In conclusione Vini dealcolati : Opportunita o Sfida?
Il dibattito resta aperto e se ne parlerà ampiamente anche al Vinitaly 2025.
Uno dei momenti più significativi è stato l’intervento degli studenti dell’Istituto Agrario Profagri, ai quali il delegato FiSAR Salerno, Augusto Notaroberto, ha consegnato un gagliardetto dell’associazione come simbolo del bere responsabile. Un gesto significativo, considerando che molti di questi giovani provengono da famiglie di viticoltori e aspirano a lavorare la loro terra e a produrre vino di qualità.
Un ringraziamento speciale quindi è stato rivolto agli studenti del Profagri per la loro partecipazione attiva e alle aziende che hanno contribuito alla degustazione finale: Azienda Alberta Iannicelli Ceraso 1898, Caseificio Fattoria di Guida per la Mozzarella di Bufala Campana, Pasticceria Alberti, Francescantonio Cavaliere, Salumificio Terre del Sud e Fattoria Albamarina.