ALBERTO CUOMO e la richiesta di oblio

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Qualche anno fa, esattamente il 31 gennaio 2022, avevo scritto un articolo dal titolo “CUOMO, quando l’architettura diventa politica” per commentare un pubblicazione del noto arch. prof. Alberto CuomoL’architettura fantasma” (un’anteprima tutta salernitana) che all’epoca era in uscita per Mimesis, un’anteprima storica che aveva registrato anche la presenza di un altro studioso e politologo come il filosofo prof. Massimo Cacciari (già sindaco di Venezia).

In quell’articolo avevo, tra l’altro, precisato che: “L’arch. Cuomo per questa città ha rappresentato, è bene chiarirlo, un pezzo di storia molto importante; lui insieme all’arch. Giovanni Giannattasio (con il supporto di validissimi ingegneri quali Franco Amatucci e Raffaele Galdi) portarono avanti la grande progettualità urbanistica della Salerno degli anni ’80 nell’ambito di quell’ambizioso “laboratorio laico e di sinistra” dei socialisti di Carmelo Conte. Un laboratorio che sfornò idee progettuali molto all’avanguardia per quei tempi, in parte cantierizzati e in gran parte definiti e completati dal “sistema di potere politico deluchiano” nel quale sicuramente Cuomo (che non ha mai tradito l’idea socialista) non trovò spazio e nel quale qualche spazio trovò invece il compianto Giannattasio, o almeno creò i presupposti per qualche spazio alle sue due figlie (entrambe architetti)”.

In calce al predetto articolo, oltre ai post del compianto prof. Arnaldo Amabile e dell’ammiraglio ingegnere Gaetano Perillo, si poteva leggere anche quello scritto direttamente dal prof. Cuomo: “Intervengo di mala voglia sull’articolo di Bianchini solo per correggere il fatto che in esso vengo ascritto al gruppo di tecnici “contiani”: a differenza di Giannattasio, Galdi e Amatucci io non ero affatto amato da Conte con il quale entrai in contrasto a proposito degli interventi post-terremoto. A. Differenza dei tecnici citati da Bianchini io non ho mai vinto un appalto, ho goduto solo la stima del sindaco Giordano. Ci tengo pertanto a distanziarmi da quei tecnici “contiamo” di cui non ho condiviso la politica e, ahimè, le disavventure giudiziarie. Infine con n fermo: il Crescent offende l’organizzazione storica della città e il mio giudizio di riconosciuto conoscitore dell’architettura non può confrontarsi con quello di chi ignora l’evoluzione di questa discussione sciolina”. Rispetto, ovviamente il pensiero del prof. Cuomo e preciso che io, invece, leggo i suoi interventi su “leCronache.it” sempre con molta voglia di apprendere e capire per poter poi commentare.

Qualche giorno fa il prof. Cuomo ha chiesto la cancellazione di quell’articolo del 31 gennaio 2022 in forza della legge sul diritto all’oblio; questa testata giornalistica, ovviamente, non può fare altro che aderire alla richiesta pur precisando che in tutto l’articolo non c’è nessun  appiglio per ottemperare al desiderio del noto professionista, già docente universitario a Napoli.

Soltanto una considerazione finale mi sembra giusta e doverosa; negli archivi del Comune di Salerno esiste un elenco di 240 tecnici che nell’era contiana (sindaco Giordano) hanno ricevuto incarichi; naturalmente ho copia di quel voluminoso elenco nel quale, almeno in un caso, risulta anche il nominativo dell’arch. prof. Alberto Cuomo.

 

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