PARCO: si riparte dal centro destra ?

 

Aldo Bianchini

VALLO della LUCANIA – Il Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni (che convenzionalmente chiamerò P.N.C.V.D.A.) è un splendida realtà del nostro territorio provinciale, una realtà partorita nell’ambito di quella enorme progettualità che caratterizzò “l’era socialista” di Carmelo Conte negli anni 80 e 90, cioè prima dell’avvento dell’era deluchiana. E’ giusto e onesto ricordarlo perché in tanti fanno finta di dimenticarlo.

IL PARCOIl Parco Nazionale del CilentoVallo di DianoAlburni è un parco nazionale istituito nel  1991 (con la legge quadro del 6 dicembre n. 394 sulle aree protette), mentre nel 1995 è stato istituito l’ente per la sua gestione. L’area naturale protetta di circa 36mila ettari, interamente compresa nella provincia di Salerno, è stata successivamente estesa fino a portare la sua superficie a 181.048 ettari, corrispondendo oggi alla parte meridionale della provincia, compresa tra la Piana del Sele a nord, la Basilicata a est e a sud e il mar Tirreno ad ovest. Comprende, in tutto o in parte, i territori di 8 comunità montane e 80 comuni. Dal 1998 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO (con i siti archeologici di PaestumVelia e la Certosa di Padula), dal 1997 è Riserva della biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale italiano a diventare geoparco. La sede del parco è a Vallo della Lucania. Primo presidente del parco fu il naturalista Vincenzo La Valva. Nacque, grazie alla ferrea volontà dell’allora  ministro  per le aree urbane Carmelo Conte, dalla necessità di tutelare il Cilento (e poi il Vallo di Diano e gli Alburni) dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa di cui si parlava già dal 1973 (convegno internazionale sui parchi costieri mediterranei, Castellabate). Un primo risultato si ebbe con l’istituzione da parte del Ministero dell’Ambiente di due riserve naturali, rispettivamente sul monte Cervati e sul fiume Calore[5], per un totale di 36.000 ettari. A febbraio 2011 diventa anche il primo parco nazionale ad avere una biblioteca digitalizzata, con la messa in rete e su supporto multimediale dei ventimila volumi della biblioteca del parco “Giambattista Vico” di Vatolla; questo grazie all’impegno continuo e incalzante dell’allora presidente dr. Tommaso Pellegrino.

Dopo 33anni, quasi tutti a trazione di sinistra, si è aperta, in questi ultimi mesi l’era della trazione di destra simboleggiata dal nuovo presidente Giuseppe Coccorullo (nato e cresciuto nell’area territoriale del parco) voluto da Fratelli d’Italia (FdI) nell’ottica democratica del cambiamento anche dell’indirizzo politico della Nazione; il nuovo presidente è il sesto della specie, prima di lui: Vincenzo La Valva, Giuseppe Tarallo, Domenico De Masi, Amilcare Troiano e Tommaso Pellegrino, negli oltre venti anni di esistenza in vita dell’ente parco.

In queste ore è stata anche composta e confermata la squadra che affiancherà Coccorullo nei prossimi cinque anni di gestione dell’Ente: il sindaco di Alfano Elena Gerardo e il coordinatore di Fdi del Vallo di Diano Francesco Bellomo; con loro arrivano anche Carmelo Stanziola, Costabile Spinelli, Luisa Maiuri, Chiara Ianni, Domenico D’Amato e Rosario Carione.

Ma già qualche ombra si annida sul loro cammino; sembrerebbe che il sindaco di Roscigno “Pino Palmieri” (di destra ?), sottraendo tempo alla gestione della sua comunità, si stia impegnando per ricorrere alla solita Procura della Repubblica contro la storica cavolata del rispetto delle quote rosa che è, a mio avviso, una delle storture più grosse che, ormai, è malvista anche dalle stesse donne; e da buon censore avrebbe chiesto l’accesso agli atti per verificare, addirittura, il curriculum di ciascuno degli otto componenti il nuovo gruppo dirigente.

 

One thought on “PARCO: si riparte dal centro destra ?

  1. Menomale che ci sia qualcuno che chiede il rispetto delle leggi e chiede i CV dei preposti.
    Oggi sembra che la meritocrazia o gli studi adatti a coprire un ruolo siano all’ultimo posto di una scelta socio-politico. Che ben vengano i controlli. Chi ha agito in modo corretto e secondo le normative vigenti non deve avere timore dei controlli.
    Siamo arrivati a questo punto(disastro socio-politico) proprio per il controllore che non controlla e che a sua volta non viene controllato. Siamo al baratro.

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