Aldo Bianchini
SALERNO – La propaganda in genere, e la comunicazione in particolare, differisce notevolmente tra mondo occidentale e quello oltre la ex temutissima “cortina di ferro”; ovviamente a tutto vantaggio del mondo occidentale che riesce apparentemente a gestire i flussi delle notizie in maniera molto selettiva e ben al di là della reale concretezza delle notizie stese.
Bisogna però ricordare che viviamo nel mondo occidentale e che, purtroppo, non conosciamo alla perfezione ciò che accade oltre cortina dove, soltanto apparentemente, l’informazione è più bloccata della nostra.
Per spiegarmi meglio sarebbe sufficiente far riferimento allo splendido articolo scritto (per leCronache.it e per ilquotidianodisalerno.it) dall’avv. Salvatore Memoli e già pubblicato su questo giornale; a stralcio riportiamo alcuni passaggi molto significativi del pensiero di Memoli:
- La notizia viene costruita a tavolino, epurata di aspetti che possono sembrare troppo colorati o faziosi, viene sempre più considerata come un treno che é costretto a camminare su binari predefiniti. Una notizia più spontanea, originale, intesa come riporto di un fatto genuino, non trova spazio in una comunicazione che é omologata, appiattita e frenata. Siamo arrivati al punto che prevale il modo come dire in pubblico una cosa sulla cosa stessa da dire. Alla fine si costruiscono verità edulcorate! É vero che la visceralità di esposizione di una posizione può creare un disagio ma é altrettanto vero che i fiumi di dibattiti, di racconti, di idee politiche se non si allontanano dall’immediatezza emotiva, sono destinati a non entrare nella galassia delle ‘ chiacchiere ´intellettuali, formalmente corrette, veicolate con le regole dei messaggi blindati. Chi esce da questo cliché é destinato alla solitudine imposta dalle nuove regole che rendono inutilizzabili le cose dette che non sono omologate.
Condivido parola per parola il pensiero dell’avv. Memoli. anche alla luce del fatto che viviamo non soltanto due guerre calde (Russia-Ucraina e Israele-Palestina/Hamas) ma, peggio ancora, due guerre della comunicazione; nel primo caso a tutto svantaggio della Russia, nel secondo a tutto vantaggio di Israele.
E la vicenda dell’ospedale proditoriamente attaccato e quasi distrutto da Israele con circa 500 morti (di cui decine di bambini) è la dimostrazione più plastica di quello che sto scrivendo.
Qualche tempo fa un razzo russo centrò un ospedale che causò pochissimi morti a Kiev e subito la propaganda occidentale si scatenò contro la Russia: in queste ore un razzo israeliano ha centrato un ospedale a Gaza-City e tutta la comunicazione nostrana a cercare di far passare il messaggio che è giusto attendere prima di sparare sentenze perché non si può condannare a prescindere.
Anzi, nelle ultime ore si afferma in maniera ossessiva che l’ospedale potrebbe essere stato colpito dl fuoco amico, cioè dagli stessi palestinesi/hamas. La storia, insomma, è sempre la stessa: per l’Ucraina è sempre colpa della Russia, per Israele è sempre colpa di Hamas … e con il veto USA l’ONU non riesce neppure a far partire l’appello per il cessate il fuoco.
La verità è una soltanto: la comunicazione mondiale è inquinata e pesantemente condizionata fino al punto che “Una notizia più spontanea, originale, intesa come riporto di un fatto genuino, non trova spazio in una comunicazione che é omologata, appiattita e frenata. Siamo arrivati al punto che prevale il modo come dire in pubblico una cosa sulla cosa stessa da dire. Alla fine si costruiscono verità edulcorate!”, come giustamente dice l’avv. Salvatore Memoli. E questo, purtroppo, accade dovunque, dall’America al Medio Oriente, dalla Russia all’Ucraina fino a toccare anche le più piccole e non disincantate testate giornalistiche locali.