Aldo Bianchini
CASTIGLIONE del GENOVESI – Può essere l’incantevole paesino montano di Castiglione del Genovesi il “paese della felicità” ?
La risposta, ovviamente, non è facile anche se per quello che si è visto domenica mattina (2 dicembre 2018) dovrebbe essere una risposta assolutamente positiva. Di sicuro esistono altri paesi, anche in giro per la nostra provincia, in cui si ha quella impalpabile sensazione di “felicità possibile” che potrebbe essere agguantata soltanto visitandoli senza preconcetti.
In quest’ottica certamente Castiglione del Genovesi ha un valore aggiunto, quasi un fascino in più rispetto a tutti gli altri.
E perché ? si chiederanno in molti, anche quelli che non conoscono quel piccolo paese immerso nel verde di una stupenda vallata tra il MonteMonna e il MonteTubenna e, perché no, anche il MonteStella e non sanno che le braccia delle tre vette montuose dei Picentini scendono verso la vallata a formare una specie di conca in cui gli esuli della distrutta Picenzia. Tanto da essere definito da molti studiosi “un paese di montagna che guarda il mare”.
Ed è proprio così; difatti è sufficiente arrampicarsi comodamente sul MonteTubenna e passeggiare sui suoi pianori per rendersi conto, dopo aver ammirato il panorama mozzafiato che si presenta di fronte agli occhi, che davvero Castiglione del Genovesi è un paese di montagna che guarda il mare.
Ed è proprio in questo paese che domenica mattina è stata giustamente inaugurata una piazza, frutto del lavoro dell’Amministrazione Comunale e della ProLoco, alla quale guarda caso è stato dato il nome di “Piazza della felicità”.
Basta poco ad un attento amministratore, qual è il sindaco Matteo Generoso Bottigliero, per offrire alla propria comunità ciò che vuole per manifestare pubblicamente la propria felicità e gioia di vivere in un luogo incantevole; e c’è comunque di più, perché domenica mattina la nuova Piazza della Felicità era gremita anche di giovani e di ragazzini; un fenomeno questo che non è facile mettere assieme in un piccolo paese di provincia dove è facile registrare un fenomeno contrario, cioè che i giovani per tantissimi problemi preferiscono allontanarsi alla ricerca di migliori occasioni di vita. A Castiglione sembra, invece, il contrario con tantissimi giovani ancora raccolti tutti insieme nell’agorà che il sindaco Bottigliero è riuscito a realizzare con la Piazza della Felicità nella quale troneggia, naturalmente, un manifesto marmoreo dedicato al grande economista Antonio Genovesi (1713 – 1769) che ha dato, poi, il suo cognome all’identità di un’intera comunità.
La comunità di intenti concretizzatasi tra sindaco, giunta e ProLoco ha fatto il resto; anche se c’è ancora molto da lavorare e per farlo bisognerà prendere spunto proprio dalla manifestazione allegra, cordiale e felice di domenica mattina; in pratica bisogna riportare i giovani verso la cultura delle tradizioni.
La prima occasione verrà data venerdì 7 dicembre prossimo dalla presentazione pubblica del lavoro letterario del prof. Pietro Guzzo dal titolo “Aneddoti Castiglionesi” (edit. ArtCantelmi) che non è il solito libro sulle tradizioni-radici di una comunità ma è un lavoro molto importante che nella ricostruzione e nel ricordo del passato lancia precisi segnali per la costruzione del futuro, e quando si parla di futuro si parla di giovani. Quella di venerdì è un’occasione da non sottovalutare e, quindi, da non perdere; nel libro c’è tanta storia ma anche tanta speranza, il tutto sul filo anche leggero ed ironico degli aneddoti.
Difatti dal libro di Guzzo ho tratto le prime riflessioni riferite all’inizio di questo articolo di commento di una manifestazione che può e deve lasciare il segno, perché lì, a Castiglione del Genovesi, c’è una comunità solidale e viva ed anche felice di vivere in un posto incantato ed incantevole; anche quando le vette delle montagne, i tetti e le strade del paese si coprono del bianco della neve -mi ha detto il sindaco Bottigliero- e coprono anche quei piccoli diffusi problemi che ogni comunità vive sulla propria pelle, stringendosi in un abbraccio ideale e molto sentito.
L’intera manifestazione di domenica mattina è stata abilmente condotta dalla bravissima Rosa Genovese che con cura e diligenza ha coinvolto nei saluti e nelle relazioni ufficiali tutti coloro i quali con il loro lavoro hanno contribuito di una piazza d’altri tempi e per questo riconducibile alla felicità di un’intera comunità che ancora una volta si è ritrovata stretta su se stessa, ben al di là degli aspetti contingenti e delle colorazioni politiche che anche lì, in quella splendida località, trovano naturale sedimentazione.
Per chiudere mi piace riportare un’affermazione espressa da una giovanissima mamma di tre figli, Natalia Barra, presente alla manifestazione: “Sono felice di vivere nel paese di mio padre Mario perché mi sento parte integrante di una felice comunità ben amministrata; sono nata e cresciuta a Salerno ma qui ho riscoperto un modo di vivere sereno in un luogo immerso in un paesaggio naturale che non teme confronti”.
Anche da questa affermazione l’Amministrazione Comunale deve prendere gli stimoli giusti per proseguire nel lavoro che il sindaco Bottigliero ha iniziato circa cinque anni fa.