U.S.A. under attack

Aldo Bianchini

SALERNO – E’ stato l’attentato più clamoroso della storia di tutti i tempi, ed ha cambiato la storia dell’umanità. Parlo dell’attentato che gli uomini di “al Qaeda” del temibile terrorista “Bin Laden”; un attentato che segnò l’inizio di una guerra che sostanzialmente il terrorismo internazionale ha già perso da tempo, anche se quella idea devastante è stata poi ereditata dall’esercito islamico dell’ ISIS organizzato dal potente Abu Bakr al-Baghdadi che nel 2014 ha dichiarato l’esistenza di uno stato islamico indipendente. Ma ritorniamo all’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001. Quel giorno di quindici anni fa, intorno alle ore 15, dopo aver concluso la mia consueta trasmissione televisiva quotidiana “Dentro la notizia”, mi trovavo nel mio ufficio quando fui avvertito citofonicamente dal mio fidatissimo regista Mario Lo Bianco che in regia stavano arrivando immagini internazionali sulla tragedia che si stava, mano a mano, evolvendo e consumando a New York. Mi precipitati in regia e con Mario decidemmo di riaprire subito la diretta tg per dare conto anche ai nostri telespettatori di quanto stava accadendo. Incominciai da solo e poco dopo in studio mi raggiunse l’amico Gaetano De Simone e poi diversi altri personaggi politici, e non, della città. Fu una diretta lunghissima, oltre dieci ore, nel corso della quale riuscimmo anche a collegarci in diretta telefonica con Tonino Gennatiempo, già dipendente di Quarta Rete Tv ed in quel momento a New York con in tasca un contratto di operatore tv con la Rai. Tonino riuscì ad avvinarsi per quanto gli fu possibile alla zona del disastro; la sede Rai si trovava a poche centinaia di metri dal World Trade Center e per Tonino, anche se sotto pressione emotiva, non fu difficile descrivere telefonicamente alcuni momenti di terrore e di panico tra la gente che scappava in tutte le direzioni. Le immagini internazionali si susseguivano e noi in studio non riuscivamo a credere che quelle scene potessero essere la cruda e dura realtà di un attacco terroristico di eccezionale portata. Tanto che il presidente degli Stati Uniti, Gerge W Bush, fu costretto a rimanere in volo per molte ore sul suo “Air Force One” nei cieli americani che nel frattempo erano stati chiusi in ogni loro spazio aereo. Il bilancio della strage fu drammatico con gli oltre tremila morti accertati; un bilancio che nel corso del tempo, e fino ad oggi, ha dovuto registrare anche la morte di altri 5mila soggetti a causa di malattie tumorali contratte per le esalazioni di polveri venefiche fuoriuscite dai cumuli di macerie. Quindi a chi morì direttamente quella mattina (negli USA erano all’incirca le ore 9.00) è stato necessario aggiungere quelli che sono morti negli anni successivi soltanto perché avevano generosamente soccorso i malcapitati dei crolli. Un bilancio, al momento, di morti che supera la cifra di 8mila e che purtroppo, stando alle previsioni, continuerà ad aumentare. Quella guerra, dicevo prima, è finita ma la storia dell’umanità è cambiata; cambiò subito con le misure di sicurezza e con le guerre scatenate dall’occidente contro “al Qaeda” quasi come una specie di guerre sante o, meglio ancora, di “crociate” rivedute e corrette rispetto a quelle storicamente conosciute. Insomma dall’ 11 settembre 2001 in poi tutti gli abitanti del pianeta Terra si sono sentiti meno sicuri ed ancora oggi paghiamo le conseguenze di quel gesto clamoroso in vari focolai rivoluzionari e terroristici. Quel giorno la situazione era molto confusa e non si riusciva a capire, nonostante le impressioni dei saggi e degli specialisti, cosa fosse realmente accaduto. Poi, piano piano, nei mesi successivi la situazione si schiarì di molto ed emerse un’organizzazione terroristica di prima qualità che era riuscita ad infiltrarsi anche nelle fila dei servizi segreti americani, che era riuscita ad impossessarsi di ben quattro aerei (due lanciati sulle torri gemelle, uno contro la Casa Bianca e l’ultimo contro il Pentagono) che erano riusciti a nascondersi ai radar dei tanti controllori di volo che da Boston tenevano sotto controllo lo spazio aereo fino a New York e Washington. Incredibile ma vero; l’unico Paese della Terra munito di “scudo protettivo” (quello voluto e creato da Ronald Reagan) era stato infilzato come un pollo di allevamento. Negli anni successivi sono state avviate e concluse numerose indagini interne, sia nella CIA che nell’ FBI, ma alla fine sono cadute pochissime teste; probabilmente c’era e c’è ancora qualcosa che va coperto con il segreto di stato e che l’umanità non saprà mai. L’Occidente, comunque, seppe reagire dando vita ad una delle coalizione forse uniche al mondo per difendersi dal terrorismo di Bin Laden e per garantire ai posteri il mantenimento delle irrinunciabili libertà conquistate a prezzo della vita di milioni di persone che nei secoli si sono battuti per la democrazia e per la legalità che sono i due elementi essenziali della libertà di ognuno di noi. Anche l’America seppe reagire subito e nel giro di pochi anni (miracolo dei miracoli !!) al posto delle torri c’è il “Ground Zero”, un fossato enorme e con l’acqua corrente che copre tutte le pareti ed evidenzia i nomi di tutti i caduti. Ed al posto delle torri è già sorto uno dei più alti grattacieli del mondo, il Freedom Tower, che raggiunge l’altezza complessiva di 541 metri da terra. La “Torre della Pace” svetta tra le nuvole per ricordare a tutti la strage dell’ 11 settembre ma anche come monito di pace e di libertà. Tutto questo anche se all’orizzonte si riaffacciano le inutili minacce di Ayman Muḥammad Rabī al ẒZawāhirī, il capo riconosciuto di “al Qaeda” dopo la cattura e l’uccisione del capo storico Bin Laden da parte di un commando americano. Le “Torri Gemelle”, simbolo dell’America indistruttibile, anche se si sgretolarono e si afflosciarono su se stesse, rimarranno per sempre un simbolo davvero indistruttibile.

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