Luca Roncolato
NEW YORK – Papa Francesco, durante il viaggio apostolico negli Stati Uniti, si è recato stamane al Palazzo delle Nazioni Unite, dove è stato accolto con una standing ovation, dai delegati di tutte le Nazioni e Presidenti, presenti in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il Papa ha iniziato il proprio discorso ringraziando le tante persone che nell’arco dei 70 anni di vita di questa istituzione hanno lavorato per dare uguali diritti e sicurezza all’umanità intera. Ha ricordato come è vero che gli sforzi protatti nel corso di questi anni e gli obbiettivi raggiunti siano ancora lontani dall’ottenere e preservare la pace mondiale e il benessere di tutti i popoli, ma è ugualmente certo che senza le Nazioni Unite non si sarebbero neppure raggiunti quei progressi che si sono comunque ottenuti.
Durante il proprio discorso il Santo Padre non ha evitato di toccare punti scottanti, come la esclusione economica definita dal Pontefice un attentato ai diritti umani: “l’esclusione economica e sociale è una negazione totale della fraternità umana e un gravissimo attentato ai diritti umani e dell’ambiente“, ha denunciato Bergoglio facendo notare come sia vera l’equazione “danni ambiente = danni umanità“.
“Qualsiasi danno all’ambiente, pertanto, è un danno all’umanità“, ha sottolineato il Vescovo di Roma, ricordando come “ciascuna creatura, specialmente gli esseri viventi, ha un valore in sé stessa, di esistenza, di vita, di bellezza e di interdipendenza con le altre creature. Noi cristiani, insieme alle altre religioni monoteiste, crediamo che l’universo proviene da una decisione d’amore del Creatore – ha dunque aggiunto – che permette all’uomo di servirsi rispettosamente della creazione per il bene dei suoi simili e per la gloria del Creatore, senza però abusarne e tanto meno essendo autorizzato a distruggerla. Per tutte le credenze religiose l’ambiente è un bene fondamentale“.
Osservando poi la “situazione di esclusione e di inequità” presente nel mondo, definita dal Santo Padre quale “drammatica”, Francesco ha alzato la voce “insieme a quella di tutti coloro che aspirano a soluzioni urgenti ed efficaci“.
Soluzioni urgenti che, se necessario, devono passare anche attraverso la riforma del Consiglio di Sicurezza e degli organismi finanziari e l’adattamento degli stessi: “l’esperienza di questi 70 anni, al di là di tutto quanto è stato conseguito – ha concluso il Pontefice – dimostra che la riforma e l’adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni“. “Tale necessità di una maggiore equità – ha proseguito Papa Francesco -, vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche“. “Questo – ha aggiunto dunque – aiuterà a limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Gli organismi finanziari internazionali devono vigilare in ordine allo sviluppo sostenibile dei Paesi e per evitare l’asfissiante sottomissione di tali Paesi a sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà, esclusione e dipendenza“.
Papa Francesco all’Onu: riforma Consiglio di Sicurezza e Organismi Finanziari
