SALERNO – Sono costretto, purtroppo, a ripeterlo nuovamente: c’è qualcosa che non capisco, che mi sfugge, che non condivido nella strategia della Procura Antimafia di Salerno nell’approccio ai due grandi temi giudiziari del momento: il tesseramento, le primarie e le parlamentarie del PD, il tesseramento dell’ex PdL (oggi diviso tra Forza Italia e Fratelli d’Italia, almeno per quanto attiene la nostra provincia). Il filo conduttore portato avanti dal pm Vincenzo Montemurro mi sembra assolutamente lucido e trasparente e cioè che può esistere reato perseguibile in sede penale soltanto se si riesce a dimostrare l’esistenza del voto di scambio incardinato tra l’esigenza dei partiti (e quindi dei suoi esponenti !!) di ottenere voti in cambio di favori. Una circostanza sulla quale, in tempi diversi ed a fasi alterne, quasi tutte le Procura italiane si sono avventate nel corso di questi ultimi decenni senza portare a casa risultati eccezionalmente rilevanti in quanto l’ipotesi accusatoria è un conto e le prove in sede dibattimentale sono ben altro; anche perché l’attività stessa di un parlamentare o di un partito si espone a 360° ad ogni tipo di supposizione di voto di scambio. Detto questo, e l’ho detto da persona con un minimo di cognizione di causa, ritorno subito sul problema che riguarda le due grandi inchieste nelle mani della Procura Antimafia salernitana che, sembra, stia seguendo due strade diverse nella ricerca della sussistenza di eventuali reati riconducibili in sede penale a carico delle due grandi coalizioni politiche. Ho scritto a lungo e, forse, anche molto sull’intera vicenda. Ora su una delle due scene irrompe a gamba tesa l’ex sindaco di Serre Palmiro Cornetta subito dopo l’audizione della senatrice Angelica Saggese; non ne sono sicuro ma sembra proprio che Cornetta abbia letto il mio ultimo articolo (quello dell’1 aprile 2014 che volendo potete rileggere su questo giornale) scritto due giorni prima che la senatrice venisse ascoltata in Procura e nel contesto del quale suggerivo (mi si perdoni l’ardire !!) al pm Montemurro alcune domande da porre alla predetta Saggese; suggerimenti che qui riporto per facilitarne la lettura: <<All’epoca delle “parlamentarie 2012”, quelle che portarono alla scelta dell’ordine dei posti in lista come candidati, accaddero cose indescrivibili che fecero salire alla ribalta provinciale e proiettarono direttamente in Parlamento le due outsider Angelica Saggese (Senato) e Sabrina Capozzolo (Camera Deputati) nelle elezioni del febbraio 2013 in danno di Alfonso Andria, Antonio Cuomo (parlamentari uscenti) e, per assurdo, in danno dello stesso Guglielmo Vaccaro che fu costretto a rifugiarsi nel collegio Campania/1 per essere rieletto in Parlamento. Ebbene, a mio avviso, un’indagine seriamente esaustiva dovrebbe prevedere la convocazione in procura innanzitutto dei due grandi esclusi Andria e Cuomo per cercare di saperne di più. Si potrebbe così scoprire cosa è accaduto sia nei seggi di Eboli che in quelli di Agropoli e di cui ha prove documentali certamente il sen. Andria. Ad Eboli dovettero intervenire addirittura i Carabinieri che verbalizzarono i “presunti brogli” trasmettendo gli esiti verosimilmente in Procura. Ad Agropoli, come da prove documentali, avrebbe votato addirittura una donna che si trovava ricoverata a Napoli in rianimazione e che passò a miglior vita sempre a Napoli esattamente il giorno dopo le parlamentarie (per la cronaca quella donna di Agropoli era ricoverata a Napoli in rianimazione già da alcune settimane prima delle parlamentarie; più di così !!); basta acquisire la cartella clinica per scoprire il broglio elettorale. E mentre riscrivo queste cose mi chiedo: “Se questo non è voto di scambio che cos’è ?”>>. Aggiunsi, tra l’altro, che nel Vallo di Diano e nel Cilento (nelle zone dove imperava il duo Pica-Vaccaro) ci furono incredibili pressioni e richieste su tutti i coordinamenti cittadini del PD alla ricerca di voti sia per la Saggese che per la Capozzolo. Credo che l’articolo di cui sopra sia stato letto in Procura, so per certo che spesso questo giornale viene letto, perché in caso contrario mi chiedo: a cosa serve alla Procura leggere tutti i giornali infarciti delle notizie che escono dalla stessa Procura ?. Io in quell’articolo del 1° aprile (e giuro che non era un pesce d’aprile !!) parlavo di prove documentali in possesso dell’ex senatore Alfonso Andria; dunque delle due l’una: o sono o un millantatore e andrei punito quantomeno per un maldestro tentativo di inquinare le indagini o affermo la verità ed allora questa verità andrebbe esplorata con l’acquisizione delle prove che io affermo essere nelle mani dell’ex senatore Andria. Ma tutto questo mio accanimento, è opportuno spiegarlo nuovamente, è dovuto soltanto ad un senso di <<giustizia uguale per tutti>>, per la sinistra così come per la destra. Invece non accade niente, silenzio assoluto. Mi sembra di essere come l’allenatore dell’Inter che, pare, abbia detto in campo dopo l’ennesimo pareggio della sua squadra: <<Non so più che … inventarmi !!>>. L’ex sindaco Palmiro Cornetta non ha farneticato per niente e se vogliamo seguire una certa logica investigativa bisognerà innanzitutto sentire lui perché non possono passare in silenzio le sue esternazioni (anche alla luce della rabbiosa reazione della Saggese !!) e poi in rapida successione bisognerà sentire Alfonso Andria, Donato Pica, Sergio Annunziata (che citavo nel precedente articolo) e, semmai, lo stesso Gianni Pittella (della cui corrente fa parte Cornetta) che all’epoca dei fatti rilasciò dichiarazioni esplosive sul modo di fare tesseramenti, primarie e parlamentarie in provincia di Salerno. Non mi è piaciuto, infine, l’atteggiamento irriguardoso e stizzito della senatrice Saggese nei confronti di Cornetta quando ha detto <<Non so neppure chi sia, registro solo la volontà di trovare notorietà, in tarda età, tra l’altro. Lo invito comunque a non lanciare accuse gravi. Se vuole parlare a vanvera che trovi altri argomenti>> (fonte Il Mattino del 7 aprile 2014). E’ vero che bisogna rottamare (non so se la Saggese sia in grado di farlo !!) ma confondere la rottamazione con la storia mi sembra molto grave. Per sapere chi è Cornetta consiglio alla Saggese di partire dal nome di battesimo dell’ex sindaco; forse “Palmiro” non le dice niente ? A meno che la novella senatrice non voglia rottamare un enorme pezzo di storia che riguarda non solo il PD ma l’intero Paese. Alla prossima.