Eldo boys a Roma con M5S

Da on. Silvia Giordano

Roma 27 gen. 2014 – A partire dalle ore 18:00,  presso il Palazzo dei Gruppi di Montecitorio, le cittadine Silvia Giordano (Commissione Affari Sociali), Gessica Rostellato (Commissione lavoro) e Silvia Chimienti (Commissione lavoro) hanno incontrato i lavoratori della Eldo Italia SpA ed i rappresentanti sindacali dell’USB. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di cercare, insieme, soluzioni plausibili alla situazione in cui versano i 253 dipendenti della Società Eldo che ha chiuso i battenti senza alcuna considerazione nei confronti delle numerose famiglie che programmavano il loro futuro su quello stipendio guadagnato, per anni, con dedizione e grande dignità. La deputazione pentastellata si era già schierata a fianco dei lavoratori, fin dall’8 dicembre, giorno in cui i lavoratori hanno “dimostrato” la loro preoccupazione davanti allo Store di Salerno a seguito delle prime chiusure in Campania. Ne seguì una interrogazione al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali (Aiuti alle imprese) che resta, ad oggi, ancora lettera morta. Si chiedeva al Ministro un intervento tempestivo in questa vicenda affinché la crisi disastrosamente gestita negli ultimi due anni anche dal suo dicastero, aveva avuto effetti disastrosi i cui unici a pagare erano i lavoratori. Una richiesta di Cassa integrazione guadagni che si protrae dal 2011, avrebbe dovuto aiutare l’impresa a risanarsi. Lo Stato si sotituisce all’azienda nel pagare il salario ai lavoratori per facilitare una ripresa, possibile anche in un periodo di crisi come questo che stiamo affrontando. Testimoni del “buon” andamento sono i dipendenti che dichiarano, attraverso la voce della dipendente Isabella: “fino ad ottobre non sospettavamo nulla; il rumore del cassetto che si apriva per incassare i soldi era diventato quasi un incubo e spesso non riuscivamo a parcheggiare dinnanzi allo store per l’eccessivo numero di auto presenti nel parcheggio“. Quale volontà, a noi sconosciuta, ha deciso che Eldo Italia S.p.A. doveva morire? E’ una delle tante domande che i lavoratori si chiedono da tempo, come ha fatto Gina, madre di 4 figli, che, insieme al marito, era dipendente dell’azienda: “Abbiamo dovuto vendere la casa perché non eravamo più in grado di pagare il mutuo” dichiara “oggi viviamo in 6 in un appartamento di 40 metri, quale futuro possiamo garantire ai nostri figli?“. Tra le numerose proposte avanzate dai lavoratori e dai loro rappresentanti sindacali dell’USB ci sono:

  • lo sgravio fiscale, per almeno 5 anni, in favore degli imprenditori intenzionati a ricollocarli;
  • un reddito di cittadinanza che possa garantire loro un sostentamento anche al termine della cassa integrazione in deroga che, al momento, sarebbe garantita fino a Giugno 2014;
  • un intervento presso gli enti locali, sordi fino ad oggi alla richiesta di aiuto delle famiglie disperate, affinché si adoperino alla ricerca di una soluzione in concertazione con tutte le altre istituzioni;
  • una proposta di legge che crei le condizioni migliori affinché lo strumento della cassa integrazione torni ad essere un volano di ripresa per l’azienda a garanzia dei livelli occupazionali e non più solo un sussidio temporaneo anticipatario del licenziamento.

L’incontro si chiude alle 20:00 dopo gli interventi dei deputati che hanno promesso di sollecitare il Ministero e gli enti locali, con gli strumenti a loro disposizione, affinché si adoperino per riadre fiducia e dignità ai lavoratori. La loro attenzione nei confronti dei lavoratori dimostra un diverso approccio ai problemi da parte delle istituzioni. Una volontà di volersi adoperare per il bene Comune si leggeva negli occhi emozionati di quei cittadini che hanno deciso di fare una rivoluzione non armata, all’interno delle istituzioni incancrenite da un clientelismo che ancora oggi rende schiave le persone e le lascia prive della libertà di poter esprimere dissenso verso chi vuole distruggergli la vita.

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