TERRA dei FUOCHI: ecco il protocollo d’intesa

 

Renato Messina

renatomessina87@gmail.com

NAPOLI – Qualcosa si muove in Campania sul fronte dello scottante tema dell’inquinamento dei suoli e delle falde acquifere a causa degli smaltimenti illegali. La Giunta regionale ha infatti approvato il protocollo di intesa per dare inizio ad un progetto pilota di monitoraggio e recupero nei comuni di Caivano e Casal di Principe. I due comuni saranno i primi a vedere gli effetti di questo progetto in vista di una espansione potenziale dello stesso ai settantasette comuni della regione compresi nel Sito di Interesse Nazionale “Litorale Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano”.  L’accordo per il progetto pilota si basa su una disponibilità di seicentomila euro che dovranno servire a testare la salubrità delle produzioni agricole, finanziare eventuali interventi con fasce ecologiche di protezione delle aziende agricole, recuperare i suoli agricoli inquinati e diffondere le pratiche agronomiche volte alla tutela della salute. Gli enti che parteciperanno a questo tentativo di arginare il cosiddetto problema della Terra dei Fuochi  sono le amministrazioni comunali delle due cittadine coinvolte, l’Istituto Superiore di Sanità, la Regione Campania e l’Università Federico II; a beneficiarne invece saranno le circa trecento aziende agricole di Casal di Principe e le centottantasei di Caivano. Sembra però un percorso lento e difficile, non solo per  la vastità e complessità del problema, ma soprattutto per la carenza di credibilità che le istituzioni locali stanno cercando di arginare. Le parole di Schiavone sono state un colpo tremendo al cuore di tutta la comunità. Se dal 1997, anno dell’audizione, non è stato fatto nulla, come si può essere ancora fiduciosi? Se per anni i rappresentanti locali sono stati piegati dal ricatto camorristico, come possiamo essere certi che ciò che si farà da oggi non sia semplicemente un rimedio omeopatico?  I recenti movimenti della società civile, la ritrovata vivacità associazionistica e il rinnovato impegno civile sono davvero segni della rinascita? A queste domande non si può dare una risposta certa ad oggi. I fatti del passato ci dicono che forse più in basso di così non si può cadere, che quindi ora dovrebbe cominciare la rinascita. Sicuramente il cambio di rotta della società campana non può che cominciare dai campani stessi; non solo nel comportamento quotidiano, ma anche in quello di voto e di partecipazione politica, a cominciare dalla propria città.

2 thoughts on “TERRA dei FUOCHI: ecco il protocollo d’intesa

  1. Caro dott. Bianchini, non credo a tutto ciò, sono solo tanta chiacchere.
    Volevo ricordare della denuncia fatta tempo fà sui rifiuti che si trovano sotto il Centro Commerciale Pegaso di Pagani.
    Nonostante sono passati diversi mesi, nulla è stato fatto, forse non è il momento giusto?

  2. no! non abbiamo ancora toccato il fondo per poter risalire.Tanto per fare un esempio schiavone dice:non eravamo solo noi nel bisinniss(alla americanapoletana) ma c’erano anche altri. e cita diverse società e personaggi.Ora o le procure o la direzione antimafia dovrebbero dirci se hanno investigato su quei filoni e se hanno scoperto altre aree dove sono stati sversati i rifiuti, l’altro problema è che già molti anni prima che il clan dei casalesi si infilasse nell’affare rifuti venivano interrati rifiuti.i nuovi pentiti stanno facendo dichiarazioni su nuovi interramenti.con questo cosa voglio dire che le aree dove sono stati interrati i rifiuti dei casalesi una buona buona parte sappiamo bene o male dove sono e tutte le altre? ma la ciliegina sulla torta è Ammesso che non arrivino più in Campania e nel Sud dove vanno a finire i rifiuti industriali che venogono giornalmente prodotti? a quali controlli sono sottoposte quete aziende per evitare che si affidino a nuovi criminali per lo smaltimento?
    ferraioli domenico/ terrapagana

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