PD: l’invincibile De Luca, Pellegrino è avvertito !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Più aumentano le indiscrezioni sul probabile “summit nazionale di Sassano” tra renziani e lettiani, più prende corpo la classificazione dello scontro nel Partito Democratico a livello provinciale con l’identificazione di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano, come nuovo e pericoloso avversario del vice ministro Vincenzo De Luca che, stando ai bene informati, sta stringendo i “cordoni della borsa elettorale delle tessere” che è data soltanto dal numero ufficiale di iscrizioni al partito. Con De Luca è davvero difficile pensare ad una gestione congiunta del partito.  Ed in questo senso, grazie alla cordata storica composta dallo stesso De Luca affiancato da Fulvio Bonavitacola, Nicola Landolfi – Nello Mastursi – Ugo Carpinelli – Corrado Martinangelo e pochi altri intimissimi, Vincenzo De Luca monopolizza il partito in lungo e in largo, sezione per sezione, in maniera radicale e totalizzante senza alcuna possibilità di movimento e neppure di semplice respiro. Tutto basato sull’antico motto: chi non è con me è contro di me. In pratica è un “sistema di tesseramento” che affonda le sue radici nella notte dei tempi, fin da quando De Luca gestiva in prima persona la segreteria provinciale del partito comunista; in pratica ha fatto come i magistrati sessantottini, prima ha costruito la ragnatela e poi ha agguantato il potere. Chiunque avesse aspirazioni e tendenze diverse da quelle di De Luca dovrà forzatamente confrontarsi con questo “sistema bloccato” e cercare di scardinarlo dalla base. E come ? I metodi ci sono, le chiavi per entrare nel “sistema tessere” anche, ci vuole qualcuno che abbia il coraggio di tentare quello che oggi sembra una “mission impossibile”. Questo qualcuno dovrà prima capire che cosa è accaduto nel corso dell’ultimo tesseramento del partito e cosa è stato architettato nelle ultime primarie, quelle che Pierluigi Bersani stravinse a discapito di Matteo Renzi (i lettiani in questo contano davvero molto poco !!), per poi lanciare una battaglia senza esclusione di colpi contro l’attuale leader-schip del PD provinciale. Che sia Tommaso Pellegrino o chiunque altro a farsi carico di questo problema e di questa battaglia di legalità e di trasparenza deve sapere che in provincia di Salerno esistono soltanto due persone in grado di esibire atti e documenti comprovanti la mala-gestio sia del tesseramento che delle primarie. Questo è stato già scritto alcuni mesi fa su questo stesso giornale, ma nessuno di quelli in grado di opporsi allo strapotere di De Luca ha recepito il messaggio, lanciato in maniera neppure tanto trasversale. Per evitare equivoci o false congetture è opportuno ribadire che, di queste due persone, una è il sen. Alfonso Andria che possiede un documentato dossier per le sezioni di Eboli e di Agropoli e l’altra (per il momento anonima !!) è addirittura in possesso di “tessere originali” intestate a persone che probabilmente neppure sanno di essere state mai iscritte al Partito Democratico.  Chi si prenderà la briga di capire e di portare avanti un’azione difficile dovrà forzatamente passare per le due persone sopra citate; solo così potrà scardinare un apparato di potere assoluto. Un apparato che ha dato a De Luca una straripante forza contrattuale anche a Roma. La disciplina di partito ha indotto, fino a questo momento, l’ex senatore Alfonso Andria a tacere nell’attesa di tempi migliori. Diceva benissimo Gaetano Rapuano (vecchio e navigato politico) qualche settimana fa: “Un partito che non ricandida Alfonso Andria è zero. Ma come si lascia fuori Andria e si riconferma Bonavitacola ? Aldonso Andria è per me un galantuomo, una persona che può dare un valido contributo politico. Non capisco queste scelte”. Queste brutture alla fine in politica si pagano. L’ex senatore non risponde e tace, ma non ha chiuso come annunciato la sua segreteria politica. Ora tocca a lui e all’anonimo possessore di tessere originali (delle quali alcune anche in bianco !!) per la spallata decisiva. Per molto meno, per molto poco, l’on. Edmondo Cirielli sta combattendo una battaglia personale contro l’inchiesta giudiziaria per “falso tesseramento” del PdL; roba all’acqua di rosa rispetto alla mostruosa organizzazione del Partito Democratico. Contro questa macchina non c’è “documento congressuale” che tenga, non c’è documento dietro cui potersi nascondere, neppure l’annunciato  “Italia Riformista. La Sinistra che governa” proposto dall’on. Francesco Boccia e già sottoscritto dal sindaco Tommaso Pellegrino; con De Luca la partita diventa subito cruenta. Comunque, per saperne di più, sarà sufficiente attendere qualche settimana.

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