Antonio Citera
SANZA – “Ci fanno le strutture e non le riempiono di contenuti”, queste le parole del sindaco di Sanza Francesco De mieri intervenuto al convegno “Ambiente e Turismo” svoltosi sabato presso l’antico monastero di Salemme ( Centro CEA) a Sanza. Parole forti rivolte alla cattiva gestione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che da qualche tempo ha inserito nella sua sigla anche la scritta Alburni. Una gestione anomala quella dell’Ente che specialmente nel Vallo di Diano in particolar modo nel Comune di Sanza che offre allo stesso una fetta di territorio consistente, ha dettato la politica dei vincoli e del disagio, come sottolineato a più riprese dallo stesso sindaco e dagli autorevoli ospiti intervenuti alla discussione. Hanno aperto i lavori, moderati dal giornalista Aldo Bianchini, i ragazzi dell’Associazione AVANTI GIOVANI di Sanza, ideatori e promotori della manifestazione. Gli stessi durante il loro intervento, hanno messo in evidenza i disagi giovanili del vivere in una comunità priva di futuro,che per colpa della mala gestione diffusa da parte dei super Enti quali la Provincia, la Regione e dello stesso Parco Nazionale assenti e menefreghisti, rischiano seriamente di veder svanire sul nascere ogni possibilità di sviluppo e valorizzazione del territorio lasciato in balia della speculazione e del miglior offerente. Pungenti e precisi anche gli interventi degli ospiti presenti, dalla delegata del comune di Sanza al Parco Angela Barbato, al tecnico forestale Pasquale Caiafa per finire con l’intervento del sindaco di Casalbuono Attilio Romano, che nello specifico ha sottolineato in sintesi il ruolo sempre più marginale dei comuni espropriati dell’essenza propria dell’essere, condizionati da leggi d’impeto e impossibilitati a programmare una progettualità territoriale. Sempre meno fondi dunque, e quei pochi che esistono vengono affidati e gestiti da chi del danaro ne ha fatto un icona di interesse. Domande specifiche anche dal pubblico intervenuto numeroso e con lo sguardo attento. Domande spontanee rivolte in special modo ai due esponenti politici che sedevano al tavolo della presidenza, Il leader di Democrazia Federalista Campania Antonio Lubritto, e il Segretario del Partito Democratico Nicola Landolfi, che nei loro interventi hanno dipinto lo stello quadro, promettendo una seria e costante intenzione di cambiare il presente. Valorizzare il Diano partendo dal Monte Cervati attrattore per eccellenza di un turismo a 360 gradi, renderlo accessibile a tutti, svincolarlo da limiti che oggi come ieri sembrano invalicabili, riportare il territorio allo splendore che lo ha visto protagonista in un passato forse troppo lontano . Una chiara intenzione di riprendere in mano il suo territorio, questo il grido partito da Sanza, gestito e non inquadrato in una fattispecie di crescita armonica ma lasciato nella condizione di primordiale e primitiva ordinaria gestione. Un chiaro messaggio ad Amilcare Troiano e i suoi amici, Sanza rivuole la dignità, altrimenti non ha nessun senso restare imprigionati tra i recinti dell’indifferenza.