di Michele Ingenito
“Io di professori, di quelli che sappiano leggere e scrivere, non ne vedo nelle liste.” ‘ Firmato’: il Rettore dell’Università degli Studi ndi Salerno Raimondo PASQUINO.
Come a dire, quelli che eventualmente sono in lista, non sapendo né leggere né scrivere, sarebbero dei veri e propri ignoranti. A meno che PASQUINO non abbia inteso dire cose diverse, ma che francamente ci sfuggono.
E’ quanto avrebbe dichiarato, infatti, l’altro ieri il Rettore in scadenza di mandato Raimondo Pasquino, in un’intervista rilasciata alla redazione salernitana del quotidiano “IL MATTINO” di Napoli e pubblicata poi ieri da quel giornale.
Una affermazione gravissima, che fatichiamo molto a ritenere veritiera. Sotto il profilo etico, per uno che proviene proprio dal mondo della cultura; dello stile, per uno che di questo ha sempre fatto una bandiera; del rispetto e della buona educazione, per uno che ha sempre fatto e fa propaganda delle tesi di Monsignor Giovanni Della Casa e, poi, d’improvviso, quando i conti (i suoi) non tornano, le manda al macero.
Definire ignoranti eventuali candidati al Senato e/o alla Camera tra i professori dell’Ateneo salernitano è davvero troppo e sarebbe forse opportuno che lo stesso establishment politico, che quelle candidature ha espresso, chieda formali spiegazioni all’intellettuale calabrese.
La perdita di aplomb è, infatti, intollerabile e si abbatte come un macigno sull’intero territorio locale, che questo Rettore governa da tempi infiniti: a livello comunale (per anni sindaco di un importante comune dell’area vesuviana), accademico (si perdono nella memoria dei tempi gli anni di potere che continua ad esprimere a più livelli nell’ateneo salernitano), amministrativo (attualmente presidente del consiglio comunale di Napoli). Lui, espressione diretta di Casini e De Mita, come avrebbe ribadito nel corso di queste dichiarazioni a caldo.
L’aplomb (locuzione di a plomb, anglismo di origine francese che sta per “a piombo”) denota un comportamento di sicurezza, di imperturbalità, di calma; quello che ha dimostrato di possedere il senatore della sua stessa provenienza politica – Alfonso Andria – alla notizia della sua non più certa candidatura in termini di posizioni di lista.
Non per questo egli ha dichiarato, per quanto ci risulti, che il personale dell’Ente Provinciale per il Turismo – da cui professionalmente proviene – non sa né leggere né scrivere.
Insomma, una caduta di stile irriguardosa e pesantissima per l’intera collettività salernitana, napoletana e montiana, nei cui confronti ìl Rettore Pasquino dovrebbe chiedere immediatamente e pubblicamente scusa. Soprattutto, nei confronti del o degli accademici salernitani (non importa se di Salerno o di Eboli, di Nocera o di CAVA DEI TIRRENI (sic!) e così via).
A meno che i sinonimi contrari del termine aplomb (agitazione, ansia, ansietà, apprensione, inquietudine, insicurezza e così via, esplosi in maniera così paradossale ed inquietante), non nascondono preoccupazioni di altra natura nel Rettore Pasquino, per ragioni che solo lui può conoscere.
Perché anche noi, detto per inciso, eravamo non certi, ma certissimi di questa sua candidatura casiniana, demitiana e montiana; per la lealtà e il servizio politico-accademico-amministrativo da lui reso nei confronti di quei leader politici (De Mita in testa).
Come è noto, se la politica – che è cinica – scarica un suo pezzo da novanta come Pasquino, a giochi praticamente fatti, (fino all’ultimo momento la candidatura del ‘senatore’ Pasquino era data per certa) un motivo serio ci sarà pure!!!