SALERNO – In effetti non è mai stato in silenzio e, soprattutto, mai fermo. Fin dall’affiorare delle prime divergenze con il gruppo Carfagna e fino al trionfo plebiscitario dell’altra sera nei saloni del Novotel si è sempre mosso su tutto il territorio provinciale e non solo. Ha incontrato, ascoltato, consigliato, organizzato, discusso, valutato, garantito, invogliato, sensibilizzato, programmato, indirizzato, normalizzato, sperimentato, attribuito e concretizzato. Sempre con poche parole, scarne ma efficaci ha incontrato di volta in volta piccoli gruppetti di amici, da Sapri a Scafati edoltre i confini provinciali. Lui, Antonio Lubritto, è uno dei pochissimi, se non proprio il solo, ad avere costantemente il polso della situazione sul territorio ed è l’unico in grado di monitorare in poche battute la situazione economica, sociale e politica anche dei più sperduti casolari di campagna del Cilento, della Piana del Sele e dell’Agro Nocerino-Sarnese. Ecco perché l’altra sera il Congresso Regionale di Democrazia Federalista Campania si è concluso, al Novotel di Salerno, con l’acclamazione di Antonio Lubritto a segretario politico del movimento civico, al cospetto di una sala stracolma di delegati provenienti dell’area cilentana, dal Vallo di Diano, dal Vallo della Lucania, dall’agro nocerino-sarnese, dall’hinterland salernitano e dei rappresentanti istituzionali, responsabili di partiti e delle forze sociali. Nella sua lunga carriera politica l’on. Lubritto ha creato tantissimi personaggi che, purtroppo, lo hanno sempre deluso: da Lello Ciccone innalzato sugli altari della politica che conta, alla Maria Teresa Baione riciclata dopo il durissimo scontro con De Luca, fino alla neo assessora provinciale alla caccia-pesca e piccoli comuni Amelia Viterale scoperta con la lanterna di Diogene per le platee provinciali. Nel salone gremito del Novotel vicino a lui i due fedelissimi di sempre Giuseppe Esposito e Gaetano Rubino. Ritorna, dunque, ed alla grande sulla scena politica provinciale e regionale Antonio Lubritto, forte di spalle come il prof. Antonio Verga e, soprattutto, il prof. Pino Acocella, vero mostro sacro delle politiche del lavoro. E non poteva essere altrimenti, perché nel Novotel finalmente sono riecheggiate parole come LAVORO, POLITICA, GIUSTIZIA ed ECONOMIA, parole che ormai da tempo non rientrano più nel vocabolario corrente dei politicanti. Un fiume in piena Lubritto, con una visione a 360 gradi su tutti i grandi problemi che attanagliano e frenano lo sviluppo dei nostri territori: sanità, trasporti, giustizia, turismo agroalimentare, industria aeronautica, beni culturali, piani territoriali, fondi strutturali europei. “Se si vuole fare veramente il bene di una comunità –ha detto Lubritto nel suo intervento- bisogna concordare gli obiettivi utili per lo sviluppo ed operare concordemente per raggiungerli senza divisioni ideologiche e strumentali altrimenti si ottiene il risultato di danneggiare la collettività”. Tra gli intervenuti i contributi più interessanti sono stati quelli del presidente della coldiretti Caggiano, del segretario Fiom Giordano, dell’on. Guido Milanese, di Gioacchino Maione, di Dino Torre, dell’ex preside di farmacia De Simone, dell’avv, D’Arista, del consigliere di Sarno Falciano e dell’assessore di San Valentino Russo, della dott.ssa Fernanda Gorga e del giovane Avv. Salvatore De Simone. Alla fine lo scrosciante ed interminabile applauso ha sugellato la conclusione del congresso e per acclamazione Antonio Lubritto è stato richiamato alla carica di segretario politico del movimento di Democrazia Federalista Campania.