Sala Consilina. Sabato l’elezione del nono membro del CdO degli avvocati

Antonio Citera
SALA  CONSILINA – Si svolgerà Sabato 28 gennaio l’elezione della nona poltrona disponibile per completare la rappresentanza dell’avvocatura di Sala Consilina. Dallo scrutinio del 16 gennaio, giorno in cui si effettuò la votazione per l’elezione del cdo degli avvocati, ne emerse un risultato scontato, infatti fu rieletto a maggioranza il gruppo capeggiato dal Presidente uscente Michele Marcone. Un risultato annunciato che non creò scalpore tra gli addetti ai lavori. L’unica anomalia, fu la mancata elezione del nono rappresentante, un fatto insolito, che creò qualche polemica all’interno del foro. Al primo turno, passarono : Gherardo Cappelli 221 preferenze, Michele Marcone 209,Antonio Rienzo193,Gino Papaleo 180,Katia di Palma 174, Enza Guerra 164, Pasquale Gentile 156,e Franco Di Paola 150. Tenendo conto che servivano almeno 139 voti per essere eletto, fu tagliato fuori l’unico rappresentante del Golfo di Policastro presente tra i candidati che appoggiava la lista vincente. Infatti L’avv. Attilio Angrisano, con i suoi 124 voti, non riuscì nell’intento di accaparrarsi la nona poltrona. Si ricorrerà al ballottaggio dunque, che vede pochi candidati, e quasi certamente vedrà lo stesso Angrisano protagonista, riuscendo questa volta nell’intendo. Da voci interne infatti, si evince che per accordi preventivi tra gli avvocati, il posto vacante deve andare ad un rappresentante del Golfo di Policastro. Una riconferma quella di Marcone che premia il lavoro svolto durante la sua presidenza, specialmente nell’ultimo periodo, che ha visto l’ordine abbracciare la causa della probabile soppressione del presidio salese. Un interminabile talk show,che sembra giunto al tanto temuto finale. Tante le manifestazioni di protesta che si sono svolte, tanti gli slogan che hanno visto protagonista un comprensorio depauperato di un ennesimo diritto. Ultima in ordine di tempo la manifestazione dei giovani avvocati, che la settimana scorsa doveva dare la scossa decisiva, ma che in sostanza ha dato il risultato non sperato, una rassegnazione generale che proietta la giustizia del Vallo di Diano verso una meta da stabilire. Un appello non raccolto, o raccolto in parte, da una minima parte di persone che hanno assistito alle tante parole dette più per curiosità che per sposare la causa. Una ennesima sconfitta della politica e delle istituzioni, che ci traghettano alla sponda opposta  rispetto a quei valori che da sempre ci contraddistinguono. Si spera ancora nel miracolo, salvare il salvabile, questo lo slogan che capeggia all’interno di una struttura che quasi certamente cesserà di essere. Intanto gli addetti ai lavori, si consolano nella possibilità di un accorpamento a Lagonegro, chiedendo la grazia al Ministro della giustizia Paola Severino. Una opzione che sa comunque di sconfitta nell’eventualità che venga presa in considerazione.

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